L'ANGOLO
DEI LIBRI 
a cura del supercritico B. Paoloni

In questo spazio intendo segnalare alcuni libri che mi capita di leggere o che ho già letto (possiedo una biblioteca ben fornita...): darò un condensato e, soprattutto, una critica personalissima.
Prego gli Autori di non dolersene qualora alcune mie critiche li avessero involontariamente offesi.
Per accedere alle recensioni dei primi 26 libri già letti, cliccare sui relativi titoli, altrimenti passare alla pagina 2/3 oppure alla pagina 3/3 dove ci sono altri titoli recensiti:

aggiornato
martedì  26 febbraio 2002  
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categoria autore titolo note
saggistica alberoni francesco le sorgenti dei sogni ripetitivo
romanzo sepùlveda luis incontro d'amore in un paese in guerra da evitare
fantasy rowling j. k. harry potter e il calice di fuoco brr
misteri rino camilleri il quadrato magico da non credere
saggistica umberto eco  la bustina di minerva  superato
classici platone apologia di socrate attuale
poesie casati scoccimarro la traccia inutile
manuali rcaf sentirsi in forma pericoloso
classici seneca il tempo leggilo
romanzo banana yoshimoto honeymoon lassativo
psichiatria laing r.d. la politica dell'esperienza rivoluzionario
romanzo mcgrath patrick follia stancante
romanzo de carlo andrea di noi tre cretino
fisica bridgman percy w. la logica della fisica moderna interessante
saggistica benni stefano bar sport 2000 divertente
saggistica apostel leo  materialismo dialettico e metodo scientifico allucinante
musica brizzi - marzaduri l'altro nome del rock scialbo
romanzo richler mordecai  la versione di barney nazionalpopolare
saggistica piazza marina  le ragazze di cinquant'anni per le ex 68ine
economia sraffa piero produzione di merci a mezzo di merci professorale
saggistica decrescenzo luciano la distrazione presuntuoso
classici orwell george la fattoria degli animali bestiale
classici oscar wilde il ritratto di dorian gray giovanile
classici aristofane le donne al parlamento paradossale
saggistica fernando savater etica per un figlio paternalista
romanzo dacia maraini bagheria amarcord

altri titoli alla pagina 2/3

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Francesco Alberoni: 
Le sorgenti dei sogni
francesco alberoni: le sorgenti dei sogni-edizione superbur

Raccolta di note alberoniane in cui lui si autoracconta dalla sua preistoria ai nostri giorni. E' con questi pensieri che il nostro ha poi elaborato alcuni dei suoi testi best sellers (chi ha già letto i soliti "Innamoramento e amore", "l'amicizia", ecc. è inutile che legga questo libro, classico business letterario, quando mancano idee nuove). Riflessioni sulle nostre eterne problematiche esistenziali: i prodromi hanno un significato e chi meglio di Alberoni bello ha l'acume di capirlo ed insegnarcelo con il suo tono professorale. Occorre riconoscere ad Albero-bello una "qualità": quella di dire banalità o meglio, di dire castronerie spacciandole con una sicumera che non lascia spazio a dubbi. Anche in questa raccolta di corsivi corriereschi con tono saccente ci illustra i suoi progressi nel campo del qualunquismo politico e sociale. Ad un certo punto pure a lui gli si insinua un dubbio sul suo modo di scrivere: "... sono nel mirino dell'estrema sinistra... sono nelle liste di proscrizione dell'estrema destra... il partito neonazista POE  mi condanna a morte... questo vuol dire che quello che dico non va proprio a genio a nessuno." (pag. 100). Bella scoperta!
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Luis Sepùlveda:
Incontro d'amore in un paese in guerra
luis sepùlveda: incontro d'amore in un paese in guerra

Luis Sepùlveda. Un nome, una garanzia: questo cileno dal nome che ricorda una marca di aspirapolvere, non piace: non piace a me e fin qui niente di strano, non piace a gegè e non piace a giovannetta che sono la mia cartina di tornasole libresca. E' un po' datato, parla di Somoza e di sandinisti che se lo chiedi a qualche studente non ti sanno dire chi siano: Nicaragua? la prima a sinistra. Raccolta di una ventina di racconti brevi con trame improntate a storie amorose (?) improbabili in situazioni di guerra con intrighi romanzati. A volte il racconto si dipana con banalità da fumetto: "Lei è sotto la doccia. L'acqua le cade sul corpo e vi indugia formando repentine stalattiti nell'abisso di quei seni che hai baciato per ore e ore." (pag. 50). A volte la noia prende il sopravvento e si cerca di finire con tutta la velocità possibile il pezzo per cercare nel prossimo una qualche ragione della spesa fatta. Di Luis Sepùlveda avevo già letto qualcosa di meno trito, ma la tonalità, il grigiore lo si trova anche in altri: qui si ha l'apoteosi. "Forse tutti i dubbi che pone questa relazione sono già stati risolti e riformulati migliaia di volte nei bianchi labirinti di Moxoxomoc." (pag. 187).
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J.K. Rowling: Harry Potter e il calice di fuoco
j.k. rowling: Harry Potter e il calice di fuoco
J. K. Rowling con i suoi Harry Potter nn. 1, 2, 3, 4, ecc. ci introduce nel magico mondo del suo reale business dove, come recita la locandina, niente sarà più come prima (?): milioni di libri venduti che raccontano a bimbi e soprattutto adulti, storie di cui mi vergogno solo a tratteggiare: per questo vi rimando al testo, qui voglio mettervi in guardia da questi romanzetti privi di qualsiasi valore e di arricchimento. E' coinvolgente la lettura, ma per questo è maggiormente insidiosa perché il nulla ben presentato è comunque il nulla. Insegna a non pensare. Fatemi capire perché la gente dovrebbe  perdere il proprio tempo in un libro che racconta cose tipo: "Quel giorno dovevano esercitarsi  nell'opposto dell'Incantesimo di Appello: l'Incantesimo di Esilio. A causa del rischio di brutti incidenti quando gli oggetti continuavano a volare per la stanza, il prof. Vitious aveva dato ad ognuno una pila di cuscini con cui fare esercizio..." (pag. 409). D'accordo che la sig.ra J. K. ex disoccupata, deve farsi i soldini con cui comprarsi l'inchiostro per scrivere certe idiozie, ma perché debbo essere io a darglieli? Che li chieda alla Coca Cola, suo sponsor cinematografico che ne sta predisponendo un mega lancio mediatico per noi poveri bevitori di bollicine e di maghetti.
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Rino Camilleri:
Il quadrato magico
rino camilleri: il quadrato magico

 

Rino Cammilleri= 14 lettere; Quadrato Magico= 14 lettere: inquietante collegamento numerico esoterico. E' ovvio che vi è una entità superiore che governa tutto questo. Rino si cimenta a sua volta nell'indagine millenaria del famoso Quadrato formato dalle parole incomprensibili: rotas - opera - tenet - arepo - sator. All'amante di piramidi collegate agli astri, di visioni religiose in tutto quello che ci circonda, di stargate improbabili, Rino è pane per i suoi denti: sciorina tutta una serie di anagrammi, di riflessioni sui quadrati stampigliati nelle latrine degli antichi romani, di interpretazioni sviluppate da tutti i perditempo di tutte le latitudini. Ai dubbiosi lancia anatemi da accademico di provincia: "la probabilità che il quadrato sia stato costruito casualmente, è di una su dieci elevata alla ventiduesima, cioè diecimila miliardi di miliardi" (pag. 19) beccati questo! Rino ci spiega che solo un segno divino può aver escogitato quel quadrato: ma a che scopo? non importa, forse è solo un dio burlone che ha voluto fare un gioco enignimistico.
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Umberto Eco: 
La bustina di Minervaumberto eco: la bustina di minerva-bompiani editore

 

Umberto Eco fuma molto e consuma molti cerini... e per ogni fumata ci piazza un corsivo (uno la settimana) con martellante pignoleria ci castiga tutti sui nostri costumi dalle pagine dell'Espresso. E' fatale che alla fine ci scappi il libro, anzi più di uno: questo è il secondo. Che noia rileggere vecchie situazioni ormai dimenticate, personaggi ormai scomparsi, polemiche che oggi non sanno di niente (esiste ancora l'Indipendente ex giornale di destra?, si discute oggi della Vandea? cos'è la Corrida di Corrado? ai giovani l'ardua sentenza). Quello che non mi va in Eco è quella sua aria da Leader dell'Intellighenzia, possessore esclusivo della bacchetta da picchiare sulle dita altrui perché è Lui l'intellettuale italiano: ha la spiegazione a tutto, ha una visione marz(x)iana dei problemi; è grande sponsor di giornali perbenisti - progressisti quali La Repubblica; chi legge diversamente è sospetto di eversione. Arriva persino alla finta autocritica della captatio benevolensis: "Questa estate per un concorso di noiose circostanze non ho fatto vere vacanze. Mi scuso per il particolare autobiografico che non interessa a nessuno..." (pag. 78). Infatti.
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Platone:
Apologia di Socrate
platone: apologia di socrate-laterza
Platone, arcinoto filosofo greco, terrore di tutti gli studenti liceali viene edito in questo libello in una delle più controverse opere (è sua o no?) che ha come oggetto l'autodifesa di Socrate nel processo intentatogli dal pool di giudici dell'epoca che l' hanno accusato di empietà. Allora come oggi le accuse servono solo a far fuori chi infastidisce: l'unica differenza è che allora il processo si svolgeva in un giorno, ma il movente è comunque politico: Socrate però non fugge come potrebbe, non cerca di modificare la pena di morte, ma consapevole va fino in fondo al suo destino. Socrate ha avuto il torto di sottoporre ad esame gli uomini politici, i poeti e gli artigiani, definendoli, già allora, persone che presumono di sapere senza sapere e che esercitano "non già per alcuna sapienza ma per non so che naturale disposizione e ispirazione [..] i quali infatti dicono molte cose belle, ma non sanno niente di ciò che dicono" pag.68. E' attuale e dimostra come reagisce il potere politico nei suoi rapporti con il cittadino che non ha ambizioni di cariche pubbliche, bensì quello di rivendicare il diritto di giudicare delle questioni dello stato. Idee innovative e pericolose:mettiamolo a morte.

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Nina Casati Scoccimarro:
La traccia
nina m. casati scoccimarro: la traccia
Domenica Scoccimarro in Casati detta Nina M., è il chilometrico nome di questa poetessa che è passata dalla stenografia alla poesia in virtù presumo di certe sue auto pubblicazioni a pagamento. Mi ritrovo in casa questa raccolta a titolo di regalo natalizio, ma sarebbe stato meglio una bottiglia di vino anche se riciclata. Mi sforzo di proseguire di poesia in poesia dove si sprecano le rime baciate (nati/affidati, governo/inferno, ecc.), sperando di incontrare qualcosa che mi dia un pizzicotto di emozione, ma è speranza vana:Nina ci racconta delle sue esperienze, dei suoi desideri, insomma della sua vita, abbastanza banale: ci informa del suo pessimismo (11 fratelli, incidenti, no figli, ecc.), di quanto nella vita abbia avuto il suo daffare: "narrar vi voglio delle mie sventure..." (pag. 6), ma non è così per tutti? Verso la fine scopriamo lo scopo di tanto sforzo letterario e del titolo del libello: "perseverando nel cammin mortale/ ciascun cerca qualcosa/ che dopo la sua vita tumultuosa/ rimanga sulla terra traccia tale/ che il suo breve passaggio/ l'orma incisa possa dir nel futuro/ qui visse con coraggio/ colui che intese amore imperituro" (pag. 32). Scopro dalla bibliografia che è stata insignita nel '95 del diploma di VI class. ex equo con francobollo d'argento al concorso G. Gronchi: io l'avrei mandata, nonostante l'età veneranda e senza bolli, alla V classe elementare (dopo la Riforma ben s'intende).
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RCAF: 
Sentirsi in forma

royal canadian air force: sentirsi in forma-feltrinelli
La Royal Canadian Air Force ha messo a punto un sistema ginnico diviso in due categorie e definito con nomi allarmanti: per uomini (5BX) e per donne (XBX) che a detta sua garantirebbe con il minimo sforzo di ca. una decina di minuti al giorno, il mantenimento di una forma perfetta. A tal fine comincia col minacciare i pigri e gli scettici (come me) di malattie ed inabilità più o meno permanenti: all'ordine bisogna obbedire, altrimenti cella di rigore. Chi si accinge ad intraprendere questa via crucis, si trova di fronte, oltre alla solita frustrazione di non riuscire nell'obiettivo, a diagrammi, percorsi fatti di "semplici esercizi" che chiunque può fare, a livelli sempre più impegnativi, ad indagini tra peso, circonferenza, dimensione del tono muscolare, diete, tabelle riempite e tabelle da riempire man mano si progredisce. Si cade poi nel solito agguato dell'interpretazione dell'esercizio: "Senza inclinare il busto in avanti fletterlo a sinistra facendo scivolare la mano lungo la gamba il più basso possibile mentre si deve spingere verso sinistra con il braccio destro." pag. 68. Ho chiesto a più persone di eseguirlo senza vedere la figurina di accompagnamento, e ne ho ottenuto diverse posizioni, alcune dolorose. L'unica certezza è che manuali come questo sono solo illusioni per persone con problemi che alla fine si ritrovano con un problema in più: la depressione. Perché è ora di finirla con queste cose: viva il grasso, viva la vita tranquilla, abbasso la forma perfetta!
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Seneca:
Il tempo
seneca: il tempo
Seneca, tutor di Nerone (da cui ricevette l'ordine di uccidersi) e, si dice, amante di Agrippina, ci ha lasciato molti scritti: tra tutti, questa raccolta mi ha colpito in modo particolare. Fa alcune riflessioni a mò di aforismi o di pillole di saggezza. Il leit motiv consiste nel considerare quanto il tempo sia il bene più prezioso e noi sembra non ce ne rendiamo conto: "Lo si chiede come se fosse cosa da nulla, e, come se non fosse niente, lo si concede." pag. 9. Seneca ci sgrida e ci invita a prendere coscienza di questo fatto e lo fa nel modo più diretto: "Voi vivete come se doveste vivere sempre... Dite: a cinquant'anni mi ritirerò a vita privata, coi sessanta abbandonerò ogni impegno, ma chi ti garantisce che vivrai ancora?..." qui è meglio toccarsi "E poi non ti vergogni di riservare a te solo gli avanzi della vita? E' troppo tardi cominciare a vivere quando ormai è ora di smettere." pag. 19. Chissà se la previdenza sociale concorda con queste affermazioni. Seneca quindi in qualità di sponsor per coloro che predicano meno lavoro e più tempo per se stessi. Se non faremo come ci insegna Seneca, la nostra vita sarà "un inerte e vergognoso attardarsi" (pag. 21) e da ultimo ci rampogna che "Brevissima e piena di angosce è la vita di chi dimentica il passato, trascura il presente e ha paura del futuro" (pag. 23). Cioè oltre il 90% della popolazione umana!
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Banana Yoshimoto:
Honeymoon
banana yoshimoto: honeymoon-feltrinelli
In Italia ha subito fatto presa questa autrice giapponese forse perché il nome ricorda infantili giochi (come si chiama il campione motociclistico giapponese? Tofusolamoto, e il ministro dei trasporti? Furgoncin) ed il cognome ha un sapore di frutto esotico che piace a tutti. Scorre bene la lettura e non affatica il cervello, si sa, quando sei seduto sulla tazza del bagno, posto ideale per leggere questo genere di libri, occorre stare leggeri e la banana in questo ti aiuta: "Dentro il suo stomaco gli udon, pressati in una massa compatta e trasformati da qualche forza amorevole e misteriosa, diventano il sostegno della forza vitale di Hiroshi" (pag. 30). Occorre solo superare l'impasse dato dai nomi impronunciabili e da qualche congiuntivo: "Una sera , eravamo già nei futon, Hiroshi disse 'domani non c'è bisogno che vieni' [..] a cena non facevamo altro che mangiare kamaageudon" (pag. 31). E' una storia insulsa, senza capo nè coda: parla di un matrimonio tranquillo che per rivitalizzarsi costringe la coppia a fare una seconda luna di miele, dove non succede praticamente niente e dove alla fine il lettore deluso cerca di vedere se manca qualche pagina, tanto è sconclusionata.
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Ronald D. Laing: La politica dell'esperienza
ronald d. laing: la politica dell'esperienza-feltrinelli
Ecco un libro rivoluzionario tratto da una serie di conferenze tenutesi in vari anni: si esprime in modo provocatorio, sferza il sistema accademico borghese, pone una serie di inquietanti domande; Laing si definisce un antipsichiatra e per tutta una generazione fu visto come un profeta. Il saggio vuole essere una riflessione di come l'alienazione abbia origini sociali (e ti pareva che non fosse così). Fin dall'inizio ci fa capire che la normalità è un eufemismo buono per tutte le salse: "Siamo tutti assassini e prostitute quale che sia la cultura, la società, la classe, la nazione a cui apparteniamo e per quanto normali, morali o maturi ci riteniamo" (pag. 8). Infatti "Gli uomini normali hanno assassinato 100 milioni dei loro simili uomini normali negli ultimi 50 anni" (pag. 25). Alla base di tutto vi è la funzione delle istituzioni che rendono folli ed in particolare della famiglia: "che serve a reprimere l'eros, di negare la morte con l'evitare la vita, di far credere in Dio, di incoraggiare il rispetto, il conformismo, l'obbedienza, di mettere i bambini fuori combattimento, di instillare la paura di fallire, di stimolare il rispetto per il lavoro, di provocare il rispetto della rispettabilità" (pag.64). In sintesi: siamo spacciati.
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Patrick Mc Grath:
Follia
patrick mcgrath: follia
Questo libro viene definito dalla locandina come neogotico,ma a me pare piuttosto neogottoso, nel senso che man mano si procede nella lettura, ti provoca una sorta di fitta dolorosa nelle estremità dei polpastrelli, segno inequivocabile di una mia allergia a certi tipi di prose: "Lui cominciò ad accarezzarla nella piega dell'inguine, finché senza volerlo Stella allargò leggermente le gambe. Lui le infilò le dita sotto la vestaglia: poi premette lentamente..." (pag. 201). E' la storia di un amore malato che si svolge in un ambiente malato zeppo di persone malate. Si inizia con il solito triangolo, unica variazione sul tema l'ambiente del manicomio: l'amore che di per sé inebetisce, provoca tragedie: in primis muore il figlio ciccione per disattenzione materna perduta in sogni ad occhi aperti,  infine morte della protagonista, perché come noto, se una donna si innamora deve per forza morire o impazzire. Ci sono tutti gli ingredienti del solito feuilleton studiato per trattenere il lettore sulla corda, ma i più smaliziati hanno mangiato la foglia fin dalle prime pagine. Il tutto viene raccontato in prima persona dal medico che fa la figura dell'imbecille: pensava il tapino ad una sorta di transfert che puntualmente non si è verificato.
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Andrea De Carlo:
Di noi tre
andrea de carlo: di noi tre
Andrea De Carlo: ecco uno scrittore che viene definito dai soliti esperti come uno che si indirizza ai giovani. Il libro però, fin dall'inizio svela il suo vero volto di testo diseducatore: infatti il nostro Andrea parte raccontandoci degli esami di laurea di due degli interpreti e come lo fa? Valorizzando, di tutto l'ambaradan tipico di una situazione di quel tipo, solo i litigi tra i due super ingegni e le commissioni, ree di pensarla diversamente: "Al mattino mi ero laureato in storia antica, con una tesi che aveva quasi provocato una rissa con la commissione [...] Anche il mio migliore amico solo poche settimane prima aveva avuto una discussione furiosa per la sua tesi, ma invece di retrocedere sotto l'onda di stizza della commissione aveva finito per mandare al diavolo tutti e rinunciare a laurearsi. Mi intristiva essere stato molto meno fermo di lui, avere preferito portarmi a casa il diploma come un bravo ragazzo un po' ingenuo" (pag. 9). Ma mi faccia il piacere sig. Andrea! A chi vuole dare lezioni di vita. Poi tutto il resto racconta una pacchiana storia moderna  intrisa di amoruncoli tra amici tipo fiction della tv. Un libro di oltre 500 pagine inutile, non emozionante che annoia mortalmente il lettore. Penso che sia dovuto ad autori tipo questo che ti fan passare la voglia di entrare in una libreria, se vi sono molti giovani che leggono poco oggi in Italia . 
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Percy W. Bridgman: 
La logica della fisica moderna
percy w. bridgman: la logica della fisica moderna-boringhieri
Il fisico Percy W. Bridgman, premio Nobel nel 46, suicidatosi nel 61, ha scritto questa opera di critica della scienza nel 1927. Ha avuto il pregio di analizzare i fenomeni fisici da un punto di vista operativo e non teorico: "L'atteggiamento del fisico deve essere un atteggiamento di puro empirismo" (pag. 35).In tal modo "non ci troveremo mai imbarazzati come ci è successo cercando di rintracciare in natura il prototipo del tempo assoluto di Newton" (pag.38). Ciò pone in seria discussione molte teorizzazioni prive di effettiva misurazione: "Se una questione specifica ha senso deve essere possibile trovare operazioni mediante le quali ad essa si possa dare risposta" (pag. 55). Porre domande oziose, senza la dimostrazione è un artificio a cui l'uomo si è sempre dedicato. Ad es. si provi a rispondere ad almeno una delle domande che Bridgman ci elenca: il tempo ha un inizio ed una fine? perché il tempo scorre? può lo spazio essere limitato? possiamo essere sicuri che i nostri processi logici siano validi? è possibile un universo in cui le leggi siano diverse? lo spazio o il tempo può essere discontinuo? è possibile un universo in cui due più due non faccia quattro? (a parte naturalmente in quello di alcuni nostri politici). In ultima analisi Bridgman ci dà una chiave di indagine che dovrebbe essere applicata anche ad altre categorie: matematica, filosofia, ecc.
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Stefano Benni: 
Bar sport 2000
stefano benni: bar sport 2000-feltrinelli
Stefano Benni. Il corsivista (ex) del Manifesto si ripresenta con un nuovo libercolo scritto con l'accattivante stile che gli deriva dal fatto di essere figlio di Fortebraccio (il padre) e Luca Goldoni (la madre) in cui ci fa uno spaccato della società vista dal di dentro. Infatti solo chi ha frequentato determinati posti può essere così preciso nel descriverceli: nel caso in esame, essendo già il secondo bar sport che ci propina, è evidente che lo Stefano passa il suo tempo cicchettando tra i vari avventori bolognesi di cui ci racconta le caratteristiche e le gesta; anzi mi risulta che il suo studio sia il primo tavolino vicino al bancone del bar centrale da cui può sorvegliare l'andirivieni. E' lui infatti l'uomo che: "entra nel bar verso le otto di mattina e se ne va a mezzogiorno. Che sport fa? Nessuno." (pag. 140). Lui si trova bene in quel: "luogo di sedentari, la cui unica attività fisica è il sollevamento di bicchieri, boccette o mazzi di carte" (pag. 138). Va riconosciuto a Benni idee divertenti, ti fa passare una serata di lettura sorridendo, ti illustra i mostri quotidiani, che poi siamo noi.
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Leo Apostel: 
Materialismo dialettico e metodo scientifico

leo apostel: materialismo dialettico e metodo scientifico-einaudi
Leo Apostel, epistemologo di dubbia fama, in un libretto volutamente di non facile lettura fatto nel sessantotto per gli intellettuali capipopolo di allora, ha pensato bene di fare un tentativo di applicare la logica dell'automazione alle scienze sociali, in vista della presa del potere di questi. Ha sposato con tesi azzardate, i concetti marxiani di indagine dell'evoluzione storica (il materialismo dialettico di leniniana memoria) ai processi di indagine scientifica: lo storico che copula con l'ingegnere. Si diletta il Leo in contorsioni allucinanti: "Quando si tratta di definire la temperatura di un sistema non in equilibrio, eseguiamo un'operazione tipicamente dialettica. Trattiamo infatti le vicinanze al punto come se fossero in equilibrio e determiniamo la temperatura dell'ambiente come se fosse quella di queste vicine. Non notiamo le preoccupazioni di Engels e i paradossi di Zenone?" (pag. 33). Credo che allo stato attuale i due signori di cui sopra abbiano altre cose per la testa. Leo, privo di una sua visione futura della società, si è cimentato in questa fatica in quanto gli sembrava fosse: "un'esigenza della nostra epoca, per restare fedeli allo spirito di Marx" (pag. 11). Caro Leo, i tuoi sono tentativi lodevoli, ma ormai superati e fuori tempo massimo. Dopo di questo, Leo ha scritto un libro sulla logica e le scienze umane (in fiammingo: ecco bravo, continua così).
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Enrico Brizzi & Lorenzo Marzaduri:
L'altro nome del rock
e. brizzi l. marzaduri: l'altro nome del rock
Enrico Brizzi e Lorenzo Marzaduri, due ignoti autori esperti in lasagne e tortellini bolognesi affrontano con una serie di novelle all'acqua di rosmarino, il tema dei giovani e del loro feticcio, la musica rock. Operazione disastrata ed incauta: gli interpreti e la musica non c'entrano niente, è solo una scusa per fare una retata presso gli aficionados del genere. Buttano lì una serie di storie tratte da leggende suburbane di infimo ordine, le condiscono con tutta una serie di battute che all'apparenza vogliono essere di complicità con le new generations, ma lo slang utilizzato ne rivela la distanza culturale degli autori: "Poi si rivolse ai ragazzetti di vent'anni che smielavano dietro le artiste senza reggiseno: 'Cagasotto figli del servosterzo!' 'Figli di centomila lire!' 'Pettinati come la merda!' " (pag. 31). Agli adolescenti cui il libro si rivolge, consiglierei di starsene alla larga, di cercare in libreria qualcosa di meno insulso e se è la musica rock l'attrazione fatale, vi sono sicuramente libri più adeguati (di cui scriverò in seguito).
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Mordecai Richler:
La versione di Barney
mordecai richler: la versione di barney-adelphi
Mordecai Richler, scrittore canadese che ama farsi ritrarre sulla prima di copertina del suo libro, narra in poco meno di 500 pagine la storia di Barney, un vecchio ebreo giramondo, le sue donne, l'intrigo di un omicidio. "Scrivere non è un lavoro, ma una vocazione" (pag. 75) dice Mordecai che predica bene ma razzola male. E' un testo intriso di un divertissement di sapore yiddish, che non sempre riesce al primo colpo (per fortuna il Morde-cai ha messo un glossario dei termini di cui abusa, in fondo al volume). Ha momenti di perfetto lirismo: "Prima dagli una bella strigliata con acqua calda e sapone e che non ti salti in testa di venirmi dentro." e quindi "... mi concesse una fellatio, ma subito dopo corse a vomitare nel lavandino." (pag. 139). E' una fonte di cultura: "perché gli scozzesi portano il gonnellino? perché sennò le pecore sentono la lampo che cala e scappano" (pag. 305). Inoltre il libro ha un suo slogan ripetuto spesso e gratuitamente: "Cazzo, cazzo e cazzo" (varie pagine tra cui 413, 422 e 484). Cai che abbaia non Morde. 
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Marina Piazza: Le ragazze di cinquant'anni
marina piazza: le ragazze di cinquant'anni-mondadori
Marina Piazza, sociologa, arrivata ormai oltre gli anta, si è sentita in dovere di fare una seria introspezione analizzando i limiti e le possibilità che quella veneranda età comporta, soprattutto in termini di business. Perciò ecco che ti sfodera il manuale delle non più giovani marmotte, in cui ci delizia con idee tratte dal suo inconscio o inventate di sana pianta ed attribuite a fantomatiche donne intervistate: "Non voglio avventure, io ho sempre avuto passioni totali; ma mi rendo conto che alla mia età sarebbe molto più semplice se mi accontentassi di avere un amante." (pag. 106) quindi ne consegue che: "il matrimonio  da vecchie non è un buon affare per le donne indipendenti, a meno che i candidati non siano davvero molto intelligenti, molto ricchi" (pag. 108). E' prodiga di consigli, ma il dente batte dove la lingua duole: "..è urgente debellare la fatica..cruciale è farsi pagare di più per i lavori che si fanno..guadagnare, risparmiare e investire con intelligenza per creare nuovo denaro" (pag. 139). E tu, Marina, hai guadagnato bene con questo libro?
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Piero Sraffa: 
Produzione di
merci a mezzo di merci
piero sraffa: produzione di merci a mezzo di merci-einaudi
L'economista Piero Sraffa, professore a Cambridge, elaborò fin dal 1930 questo testo di economia che poi pensò bene di pubblicare attorno agli anni '60: è un tipico manuale economico (nel senso di teoria della) zeppo di formule e diagrammi: il Piero da buon professore illuminato si pone quale continuatore del pensiero di economisti classici quali Ricardo e Adam Smith anche se vuol dare l'illusione di staccarsene: "Supponiamo che il salario sia pagato post factum come porzione del prodotto annuale, abbandonando così la concezione di un salario anticipato dal capitale, propria degli economisti classici" (pag. 13). Indipendentemente dalle qualità deduttive del Piero, che sono notevoli, è interessante verificare che pure lui è l'ennesimo intellettuale schierato con il compito di farci digerire, teorizzandoli, i meccanismi sul perché chi lavora deve ridurre il proprio salario. Infatti: "le variazioni nel saggio del profitto e nel salario, avvengono sempre entro uno stesso sistema, cosicché i due movimenti devono essere necessariamente in direzione opposta" (pag. 109). Il ché tradotto, significa che potete sbattervi fin che volete, ma la pecunia è poca e deve andare dove il nostro sistema esige. Il colpevole di tutto ciò è naturalmente il meccanismo di produzione e di circolazione delle merci: è proprio una produzione di m... a mezzo di m...!
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Luciano De Crescenzo:
La distrazione
luciano de crescenzo: la distrazione-mondadori
Luciano De Crescenzo, ingegnere napoletano, giustamente si fa ritrarre nell'ambiente a lui più consono, la stanza da bagno. Eternamente dedito all'insegnamento, in questo libro fa sfoggio della sua cultura, come del resto fa in ogni pubblicazione, sotto lo pseudonimo preferito, Bellavista. Fa anche tenerezza perché ha anche il coraggio di raccontarsi in una sua avventura con una allieva di 50 anni più giovane che si trasforma in una: "cinghiala che non capisce più una sega per un dinosauro" (pag. 62). Con la scusa di fare il docente in pensione che fa lezioni private, ci nomina vari autori classici, da Nietzsche a Bergson e poi Freud, Bentham, ma in modo stanco, più da descrizione enciclopedica che da antologia: "Nicce si scrive con cinque consonanti di seguito" (pag. 19) ci rammenta Luciano. Egli è anche politicamente impegnato, infatti all'amico che gli chiede di svelargli per chi vota, il nostro risponde: "Il mio partito è il PAT, il partito dell'acqua tiepida. Arrivano le elezioni, la cabina elettorale dovrebbe somigliare ad una cabina da doccia ed avere due manopole: Egoismo, cioè la destra e Solidarietà, la sinistra" (pag. 138). Mah!
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George Orwell:
La fattoria degli animali
george orwell: la fattoria degli animali-mondadori
George Orwell, famoso per il libro sul grande fratello (non quello di Taricone, ma "1984") ha fatto un'analisi della società di allora (durante la seconda guerra), in cui i personaggi sono gli animali di fattoria (cani, gatti, galline, ecc.). Al tempo fu boicottato perché vi era una chiara allusione critica verso lo stalinismo, a quel tempo alleato delle democrazie capitalistiche contro il nazifascismo. Infatti George immagina una rivoluzione attuata da questi animali: basta schiavitù, abbasso gli uomini, ma poi tutto torna come se non peggio di prima in quanto un grosso maiale che lui chiama Napoleon, si mette a capo di tutti e diventa peggior tiranno degli umani.  George ha avuto il coraggio di dire ciò che molti pensavano: è sua la legge: "Tutti gli animali sono uguali ma alcuni animali sono più uguali degli altri." (pag. 100) che si può applicare anche alla nostra società. Infatti la violenza e la tirannia sono stati acquisiti dagli animali e non viceversa, ma solo nella finzione letteraria:  "Le creature di fuori guardavano dal maiale all'uomo, dall'uomo al maiale e ancora dal maiale all'uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due." (pag. 104). In realtà noi non riusciamo a confonderci con i maiali che a ben vedere seguono norme naturali. Noi per fortuna siamo molto peggio.
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Oscar Wilde:
Il ritratto di Dorian Gray
oscar wilde: il ritratto di dorian gray-mondadori
Oscar Fingal O'Flahertie Wills Wilde, irlandese, è qui nel suo più famoso libro (1890) e io che non sono più giovane mi rammento un film in b/n  visto da piccolo che lo aveva rappresentato e che mi aveva angosciato. La storia è nota: il bellissimo Dorian Gray non invecchia mai, al suo posto invecchia il quadro che lo ritrae. Il libro, a differenza del film, dà emozioni più complesse e: "a volte non si capisce se quelle pagine rispecchiano le estasi spirituali di un santo medioevale, o le confessioni morbose di un peccatore moderno. E' un libro velenoso. Un greve odore d'incenso sale dalle sue pagine a turbare il cervello." (pag. 167). Oscar ci mette un pizzico di autobiografia, è lui il vero Dorian e ci insegna la strada per la ricerca (vana) di una vita dissoluta senza doverne pagare il relativo prezzo. La filosofia wildiana è la ricerca di sensazioni intense e rare, recita la locandina, ma io penso che Wilde fosse una persona presuntuosa e arrogante sia nel modo di scrivere sia nelle idee che professava: "Io devo parlare e voi dovete ascoltarmi. E ascolterete." (pag. 194) dice Dorian-Oscar. Per questa volta val la pena di stare ad ascoltarlo, almeno fino alla fine del libro. 
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Aristofane:
Le donne al parlamento
aristofane: le donne al parlamento-bur
Aristofane, greco di Atene, vissuto attorno al 400 a.c. periodo in cui gli ateniesi e spartani se le davano di santa ragione,  ha scritto tra gli altri, la commedia  EKKLHSIAZOUSAI (Ecclesiazuse) che parte da una stravagante idea, quella di sostituire gli uomini con le donne al governo della città:la fantasia al potere, la comunione dei beni ed anche delle donne, l'utero è mio e me lo gestisco io... Ci sono abbastanza elementi per farci riflettere, ma lo scopo dell'autore è solo ludico, vuole farci divertire e per qualche verso ci riesce, ma poi si perde in banalità. L'idea, l'Aristo non se ne rende conto, è rivoluzionaria ed anticipa molti concetti di utopisti moderni. No, lui ne vuole fare della satira e lui stesso riconosce quanto sia paradossale la situazione immaginata. Poi si perde nelle solite amenità: "Mettiamo che uno si prenda una cotta per una ragazza e voglia scoparsela; per farle un regalo dovrà attingere al patrimonio di tutti, ed ecco il comunismo! [..] potrà andarci a letto gratis: anche le donne verranno messe in comune [..] accanto alle belle staranno le brutte e rincagnate; chi vuole la bella dovrà prima farsi la brutta [..] ma a noi vecchi, se scopiamo con le brutte, l'uccello non ci pianterà in asso?" (pagg. 118-119). Sembrano battute sentite al bar. Aristo, ma che c... di cultura ci vuoi tramandare?
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Fernando Savater:
Etica per un figlio
fernando savater: etica per un figlio-laterza editore
Fernando Savater, si considera un buon padre di famiglia, un grande filosofo ed un ottimo scrittore. Ecco perché pubblica questo libercolo in cui si picca di insegnare agli adolescenti la sua etica del vivere: naturalmente ne viene fuori che l'etica serve solo a fargli fruttare un po' di soldi. L'etica, come noto, implica la libertà e Sa water lo Sa bene. Ma anche l'educazione, la morale, la tolleranza, il rispetto, la comprensione, ecc.  Il testo invece, è infarcito di imperativi paternalistici inconsciamente ripetuti del tipo:"non dimenticare...non fare... non puoi..., ecc." (ad es. pag.26).  Sapendo che la sua prosa rompe, il nostro arriva a supplicare il lettore: "Aspetta, aspetta, non ti arrabbiare. Dammi un'altra chance: fammi il favore di passare al capitolo seguente" (pag. 33).  D'altronde, citando Wittgenstein, comprendo il senso di una sua tale fatica: "Se un uomo fosse in grado di scrivere un libro di etica che fosse un vero libro di etica, questo libro, come un'esplosione, annienterebbe tutti gli altri libri del mondo" (pag. 109). Booomm!
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Dacia Maraini:
Bagheria
dacia maraini: bagheria-rizzoli
Dacia Maraini ci racconta la sua vita passata tra difficoltà e speranze, rivisitando per noi (ma chi glielo ha chiesto?) i luoghi della sua infanzia. E lo fa in modo colorito ed appassionante: "Intanto imparavo a tirare fuori dal sedere certi vermi lunghi e paffuti che si mangiavano quel poco di riso che era il nostro solo nutrimento nel campo" (pag. 16). Ci narra delle difficoltà di essere femmina nella Sicilia post bellica dove "..un padre aveva avuto un bambino dalla propria figlia.. un altro .. aveva abusato della figlia di sei anni.. sempre sotto gli occhi ciechi della moglie.." (pag. 144). Anche lei ha avuto il suo battesimo sessuale quando aveva dieci anni grazie ad un vecchio amico di famiglia "..che si piegava in un sussulto di piacere mentre il baco cresceva fra le mie mani e poi, dopo un fremito, tornava a rimpicciolirsi lasciando sul mio palmo di bambina un liquore bianchiccio e appiccicoso." (pag. 44). C'è da capirla la povera Dacia sballottata tra i vermi dei campi di concentramento giapponesi e i bachi siciliani, se è venuta fuori con stè fobie di volere a tutti i costi scrivere libri. Abbi pazienza mia ormai non più giovin signora, oramai non credo riuscirai ad attrarre più nessun tipo di invertebrato.
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